Il nostro capolavoro, il gelato pistacchio di Buonissimo

Nel mondo il pistacchio è l’ingrediente fondamentale per molte preparazioni tipiche.
Noi di buonissimo utilizziamo il pistacchio siciliano per le nostre creazioni, coccolato e trattato per regalarti un’esplosione di sapore quando lo assaggi e per darti un gelato Premium che profuma d’estate, di Sicilia e di creatività, così da poterlo definire il nostro “capolavoro”. A renderlo ancora più irresistibile è il nostro cremino di pistacchio, studiato accuratamente con passione. Puoi gustare il nostro “capolavoro” nel cono, in coppa, come milk-shake o insieme ai tuoi cari in una ricca confezione di 10 palline. I nostri clienti lo amano in qualsiasi forma.

Cosa aspetti? Corri ad assaggiarlo nelle nostre gelaterie!

Cosa rende „il nostro capolavoro“ così speciale?

un gusto intenso

una cremosità coinvolgente

un colore naturale

il latte bio con cui lo realizziamo

Un frutto da re, anzi da regina
La coltivazione dei pistacchi risale ad oltre diecimila anni fa e nella Bibbia si parla dei pistacchi che Giacobbe usò come dono pregiato (Genesi 43,11):
“Ecco ho sentito dire che vi è il grano in Egitto. Andate laggiù e comprate per noi … Portate in dono a quell’uomo i prodotti scelti del paese: balsamo, miele, resine, laudano, mandorle e pistacchi”. Il pistacchio appare anche nella leggenda della Regina di Saba: quando si mosse per incontrare Re Salomone arrivò con un gran seguito e con cammelli carichi di spezie e ricchezze tra cui i pistacchi dei quali possedeva una piantagione privata.

Sotto il sole della Sicilia
A metà 800, quando gli Arabi conquistarono la Sicilia il pistacchio trovò nuova vita e soprattutto un ambiente particolare di sviluppo, le falde dell’Etna. Nel territorio della provincia di Catania si realizzò uno straordinario connubio tra la pianta e il terreno lavico, concimato continuamente dalle ceneri vulcaniche. Qui la pianta di pistacchio ha potuto crescere in modo rigoglioso e tuttora l’area catanese dei comuni di Bronte, Adrano e Biancavilla ne rappresenta il fulcro produttivo ed economico.

La raccolta del Pistacchio avviene tra la fine di agosto e l’inizio di settembre: gli alberi non vengono concimati né irrigati, anche perché di acqua ce n’è veramente poca nella zona dell’Etna. Gli alberi di pistacchio sono trattati pochissimo e potati un paio di volte all’anno: producono ad anni alterni, e durante l’anno di riposo vengono eliminate le poche gemme spuntate sui rami, così che la pianta riesca ad immagazzinare il maggior numero di energie possibili. La raccolta è assai complicata, in quanto viene fatta stando in bilico sui massi di lava e aggrappati ai rami con una mano, mentre con l’altra si staccano i chicchi uno per volta facendoli cadere in una sacca di tela allacciata al collo: generalmente in un giorno di lavoro vengono raccolti non più di 20 chili di prodotto, e solo sui terreni più facili si è agevolati nella raccolta piazzando un telone sotto l’albero.